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Lavoro :  Come Cancellare la Parola Precarietà

Ne ha parlato la FeLSA in occasione del convegno “Metamorfosi del viaggio chiamato lavoro”.

A 18 anni sono arrivato alla maturità, a 23 alla precarietà …”. Si è aperto con queste poche ma efficaci parole il convegno promosso dalla FeLSA Cisl il 16 novembre presso il centro congressi Cavour a Roma, dal titolo “Metamorfosi del viaggio chiamato lavoro”.

Il dibattito, coordinato dal segretario nazionale FeLSA Alessandro Lotti, è subito entrato nel vivo grazie alla testimonianza di Daniele, lavoratore trentenne che, insieme ad Alessandra, ha raccontato la propria esperienza di giovane totalmente immerso nella giungla dei lavori atipici, divenuto oggi lavoratore dipendente di un’agenzia di somministrazione - ex lavoro “interinale”- nonché delegato sindacale.

Il passo fondamentale è passare dalla precarietà alla flessibilità, parola strettamente legata al concetto di tutela”, commenta Silvia Degl’Innocenti, segretario nazionale FeLSA, ripercorrendo un altro viaggio, quello che federazione di categoria ha iniziato nel 2009 per dare voce ai tanti lavoratori che oggi lavorano con contratti non standard.

Fin dall’inizio la nostra scelta non è stata solo quella di puntare il dito su ciò che non va, ma anche quella di fare proposte ragionando su come  diventare protagonisti del nostro percorso”.

La sindacalista introduce il dibattito presentando alcuni dati che parlano chiaro: a settembre il tasso di disoccupazione giovanile, relativo alla fascia di lavoratori che va dai 15 ai 24 anni, è balzato al 29,3%, il dato più alto dal 2004, come rilevato dall’Istat; una recente indagine ha poi evidenziato come solo un lavoratore su dieci entri nel mercato del lavoro con un contratto a tempo indeterminato, il che significa che una grossa fetta di lavoratori si colloca al di fuori del perimetro dello “Statuto dei Lavoratori” e quindi da tutta una serie di garanzie.

Uno dei più grossi ostacoli resta far incontrare la domanda e l’offerta di lavoro, poiché molto spesso le figure professionali ricercate dalle aziende non vengono trovate sul mercato: da qui il ruolo fondamentale di calibrare l’offerta formativa e potenziare i servizi di orientamento al lavoro, in due parole ripensare le cosiddette “politiche attive”.

E proprio orientamento e valorizzazione dei singoli talenti sono alla base della Fondazione “Piazza dei Mestieri” di Torino, esperienza raccontata da Cristiana Poggio, vice-presidente della Fondazione che mira a sviluppare il potenziale dei giovani, spesso nascosto, durante la delicata fase che li porta dall’adolescenza alla vita adulta.

Frammentazione, individualizzazione del rapporto di lavoro, incertezza, disinformazione sono parole che accomunano tutto l’universo del lavoro non standard : da lavoro in somministrazione, passando per quello para-subordinato come il contratto a progetto, per arrivare al lavoro autonomo.

Ma se per il primo molta strada è stata fatta in questi anni, grazie alla costruzione di un vero e proprio “mini welfare” di natura privata ad opera della Bilateralità di Settore rappresentata dalle organizzazioni sindacali e dalle Agenzie per il Lavoro, il discorso cambia per il mondo delle partite Iva.

Una parte consistente di questa categoria è infatti composta da coloro, si stima 300-400 mila, che sono diventati lavoratori autonomi non per scelta ma per necessità, un ripiego indotto dalla crisi economica e dalla difficoltà di trovare un lavoro stabile, mascherando quindi una forma di lavoro dipendente senza uno straccio di tutela.

Continueremo la nostra battaglia per promuovere la buona flessibilità attraverso la costruzione di tutele mirate alle esigenze di ogni lavoratore atipico, a partire dal sostegno al reddito nei periodi di non lavoro e rafforzando la formazione”, ribadisce ancora Degl’Innocenti, puntando l’attenzione sul binomio rappresentanza e territorio come ingredienti indispensabili per concretizzare questi obiettivi.

Fanno eco gli interventi di Federico Vione, Presidente di Assolavoro (l’associazione che rappresenta le Agenzie per il lavoro temporaneo) e Giampiero Falasca, avvocato dello studio legale DLA Piper, i quali riportando l’attenzione sull’errore di considerare la flessibilità come sinonimo di precarietà.

Viene inoltre affrontato un altro tema “caldo”, ovvero la possibilità delle aziende di assumere lavoratori con contratto di apprendistato tramite le agenzie di somministrazione, come previsto dal nuovo Testo Unico che regola questa specifica tipologia contrattuale: obiettivo quello di incentivare l’uso di tale strumento per facilitare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, attraverso la presa in carico di tutti gli aspetti burocratici e formativi da parte della stessa agenzia.

Se vogliamo trasformare la crisi in opportunità, non abbiamo altra scelta che mettere il lavoro al centro dell’economia”, commenta il segretario confederale Cisl Annamaria Furlan a conclusione del dibattito.

Se oggi siamo qui a parlare di precarietà - precisa - è perché abbiamo assistito ad una lenta evoluzione della normativa che non è andata di pari passo con i cambiamenti del mercato del lavoro. Potremo dare risposte ai bisogni di chi rappresentiamo proprio attraverso la normativa e la contrattazione, soprattutto quella fatta sul territorio, senza dimenticare l’urgenza di dar vita ad un vero e proprio patto di solidarietà tra le generazioni”.

Viene infine lanciata una domanda significativa che racchiude il senso dell’iniziativa: “Vogliamo davvero pensare al lavoro come a qualcosa che ci serve per arrivare a fine mese? Non possiamo accettarlo, quello che vogliamo rappresentare è un lavoro che torni a riprendersi tutto il suo valore sociale”.

Paola Toriggia

 

Interessante Convegno sul Lavoro e la Precarietà organizzato dalla FELSA CISL. Tutela Lavoratori Precari, Autonomi, Somministrati, Atipici.

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