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Il Consiglio Regionale della Toscana ha approvato il 22
novembre 2011 il Pdl 81, che oltre a contenere disposizioni
in materia di outlet, è importante per la categoria dei
commercianti su area pubblica, in quanto, introduce :
- L’obbligo di regolarità contributiva (DURC);
- Promuove iniziative volte a contrastare l’abusivismo
attraverso interventi finalizzati ad intensificare controlli
sul territorio anche con azioni di carattere educativo,
sociale, informativo per favorire la cultura della legalità.
Per raggiungere tali obiettivi la Giunta regionale
promuoverà protocolli d’intesa con i comuni, ma soprattutto,
il Pdl 81 introduce la modifica all’art. 34 della legge del
commercio (l.r. 28/2005) aggiungendo il comma 7bis che
recita :
“... al fine dell’articolo
non può trovare applicazione l’articolo 16 decreto
legislativo 26 marzo 2010, n.59 ..."
(Attuazione della direttiva "Bolkestein” 2006/123/CE.
Ricordiamo che l’art 16 stabilisce che qualora il numero di
autorizzazioni disponibili per una determinata attività,
come gli ambulanti,sia limitato a causa della scarsità delle
risorse naturali, come il suolo pubblico, gli stati membri
devono applicare una procedura di selezione tra i candidati
potenziali, che presenti garanzie di imparzialità e di
trasparenza.
L’autorizzazione è rilasciata per una durata limitata e non
può prevedere la procedura di rinnovo automatico né
accordare altri vantaggi al prestatore uscente. Per cui chi
è ambulante ed è titolare di una autorizzazione rischia di
perdere tutto!).
Il testo del nuovo provvedimento regionale continua così :
"... per motivi imperativi
di interesse generali ascrivibili, ai sensi dell’art.8 comma
i lettera h del medesimo decreto legislativo, all’ordine
pubblico, alla sicurezza pubblica, all’incolumità pubblica,
al mantenimento dell’equilibrio finanziario del sistema di
sicurezza sociale, alla tutela dei consumatori”.
Ciò comporta l’esclusione degli ambulanti dall’ambito della
direttiva 2006/123/CE (Bolkestein), ma utilizzando un
percorso diverso, imitabile dalle altre regioni italiane.
Infatti fino ad ora si è cercato (giustamente!) di
dimostrare che la categoria dei commercianti su area
pubblica può essere esclusa dalla Bolkestein in quanto è un
attività non limitata dalla scarsità delle risorse naturali.
Ma per ora dal governo questa tesi è stata respinta, infatti
il 21 luglio il Consiglio Regionale del Piemonte ha
approvato il disegno di legge n.55, nel quale è contenuta
l’esclusione del commercio su area pubblica
dall’applicazione dell’art.16 per i motivi sopradetti, ma il
governo il 22 settembre ha impugnato la legge regionale
piemontese in quanto :
“... viola la potestà
legislativa dello stato in relazione all’art. 117, comma 2
lettera 1 della costituzione. Indipendentemente dalla
correttezza della soluzione interpretativa, non è consentito
al legislatore regionale fornire un’interpretazione
autentica di una norma statale, in quanto ciò presupporrebbe
la sussistenza della potestà legislativa. In sostanza,
perché possa aversi un interpretazione autentica, occorre
che vi sia coincidenza tra il soggetto cui risale la
disposizione interpretante. Quella di interpretazione
autentica – è una legge espressione della potestà
legislativa e non già di una soggettiva
volontà chiarificatrice del suo autore . Il che implica
che l’emanazione di una legge di interpretazione autentica
presuppone la sussistenza della potestà legislativa da pane
dell’organo legiferante (cfr. Corte Cost. sent. 232 del
2006) ...”.
Per cui il Piemonte si è dovuto adeguare. Inoltre come
sapete in luglio la Conferenza delle Regioni e delle
Provincie Autonome ha richiesto al Governo che la nozione di
scarsità di risorse naturali non sia applicabile al
commercio su area pubblica; In subordine, di modificare il
comma 5 dell’art 70 del decreto legislativo n.59 del 2010,
per inserire il principio del criterio prioritario della
professionalità che si desume in prima istanza dalla
maggiore anzianità del titolo autorizzatorio. Inoltre si
propone di portare le concessioni a 12 anni. La necessità di
adottare una disposizione transitoria per il rinnovo
automatico per 12 anni di tutte le concessioni esistenti al
momento dell’entrata in vigore di nuovi criteri non tenendo
conto della loro scadenza di origine.
Purtroppo, il governo ha dato il suo diniego (per ora solo
verbale) a considerare non applicabile la nozione di
scarsità di risorse naturali al commercio su area pubblica.
Per cui, ad ora, le regioni hanno incassato un no secco per
ciò che riguarda l’esclusione degli ambulanti dalla
Bolkestein e sono in attesa di una risposta per le altre
richieste. Per cui la scelta della Regione Toscana di
utilizzare “da sponda” un articolo del decreto attuativo
della Bolkestein per escludere l’applicazione dell’art 16
del decreto potrebbe avere un maggior successo.
Concludendo, le dimissioni del Governo apre nuovi scenari e
forse apre un opportunità per poter ripartire per ottenere
ciò che non è stato ottenuto con il Governo Berlusconi.
Marco Cigni
Seg. Gen. Felsa Cisl Toscana
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